Franzese: «Più incentivi alle famiglie contro il calo iscrizioni»
Nuovi protocolli di intesa tra scuole ed aziende leader sul territorio salernitano e del resto della regione per migliorare l’alternanza scuola-lavoro nelle classi e per sgomberare il campo dalle polemiche mosse da una parte del mondo studentesco. La proposta di “incentivi” per le nascite e agevolazioni a favore delle giovani famiglie per contrastare il decremento demografico in Campania e soprattutto nel salernitano che tra il 2016 e il 2017 ha fatto segnare un minimo storico di 3.156 bambini non iscritti alla scuola dell’infanzia ed elementare. E ancora, alfabetizzazione e piena integrazione degli studenti immigrati. Sono alcuni degli obiettivi indicati dalla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale, Luisa Franzese, agli inizi del 2018 e che illustra al Mattino in una intervista a tutto campo.
Direttrice, che 2017 è stato per la scuola salernitana e campana?
«Il bilancio è positivo perché gli obiettivi che ci eravamo prefissati sono stati raggiunti dalle scuole. Certamente sono anni impegnativi in cui cambiano anche le competenze dei dirigenti scolastici. C’è una buona sinergia con gli obiettivi indicati dal nostro Ufficio scolastico».
Si era partiti con la carenza di personale soprattutto di sostegno. A che punto è la dotazione delle scuole in base alle richieste di scuole e famiglie?
«Entro il 31 agosto sono stati autorizzati i posti in deroga sia per il personale Ata, tecnico e ausiliario, che per il sostegno. A parte qualche sporadica esigenza tutte le richieste sono state soddisfatte per il sostegno agli alunni disabili».
Nel Salernitano sono state autorizzate 681 cattedre in deroga per l’insegnamento del sostegno. Eppure qualche famiglia segnala una riduzione di ore.
«Il sostegno è una porta sempre aperta, laddove venissero rappresentate dalle esigenze dal dirigente scolastico noi siamo pronti a intervenire. Abbiamo in ogni caso soddisfatto la maggioranza delle esigenze delle scuole in base alle diagnosi funzionali degli alunni».
C’è però il problema dei docenti di sostegno non specializzati. Anche a Salerno in molte scuole si ricorre, soprattutto all’infanzia, a docenti di posto comune senza specializzazione.
«Questo è sicuramente un problema che riscontriamo. Servono corsi di specializzazione indicati per questi docenti non specializzati. Purtroppo nelle graduatorie dei precari mancano molti insegnanti abilitati sul sostegno».





